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Lettera dei Parroci ai Candidati. Tutte le Risposte in un solo Articolo!

In seguito alla lettera inviata ai Candidati a Sindaco dai Frati e dall’Unità pastorale di cui riportiamo il testo,

“La costituzione del Concilio Ecumenico Vaticano II, Gaudium et Spes così recita: 
“Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore”. 
L’amore per il popolo è il motivo che spinge noi parroci di Belvedere Marittimo, unitariamente, a rivolgerci in modo aperto e pubblico ai candidati a Sindaco e amministratori per le prossime amministrative 2014, per significarvi alcune nostre considerazioni.
1. Prima di tutto, ci teniamo ad assicurarvi la nostra preghiera e il nostro sostegno perché, quando ci si candida a voler servire la propria comunità, per il “bene comune”, si è attraversati da sentimenti nobili e altamente positivi e sentiamo di farvi giungere tutta la nostra stima.
2. La campagna elettorale che vi apprestate a iniziare gode dell’attenzione da parte di tutti. Per questo motivo, ci sta a cuore che il nostro popolo si affezioni sempre di più all’impegno politico per la propria città. Constatiamo, al tempo stesso, il crescere sempre di più di una disaffezione al mondo politico. Molto perciò dipenderà da voi: dalle parole, dai toni e dai gesti concreti. In questi giorni sarete attori protagonisti di una scena pubblica in base alla quale si potrà educare all’impegno o provocare un certo disgusto. Ecco perché vi invitiamo a soffermarvi sulle proposte piuttosto che sullo scontro. La campagna elettorale talvolta lacera il tessuto umano di alcune famiglie e, spesso, tocca a noi, in seconda battuta, cercare di recuperare e, non poche volte, senza neppure riuscirvi. Vi ricordiamo che la campagna elettorale dura un breve periodo; poi, bisogna amministrare il paese ma, più ancora, bisogna vivere nel paese e non si possono lacerare rapporti in modo insanabile. 
3. Nello spirito di una sana condivisione della grande responsabilità delle vostre scelte (che in qualche modo sentiamo nostre), intendiamo porvi delle domande che possano aiutare a costruire il vostro progetto di servizio alla città e, insieme, contribuire perchè gli elettori sappiano discernere e orientarsi nel voto:
a. Qual è il valore e lo spazio che intendete attribuire alla vita e con quali progetti concreti volete servire la qualità della vita di tutti i cittadini belvederesi?
b. Quale sostegno e progetto concreto volete realizzare in favore delle famiglie di questo comune?
c. Quale spazio occupa nel vostro programma elettorale l’andare incontro alle crescenti e sempre nuove povertà dei nostri concittadini come degli immigrati che oramai vivono tra noi, per evitare di scadere nella solita e inutile politica dell’intervento a pioggia (logica del pronto soccorso)?
d. Quali strategie volete mettere in atto perché i giovani (che non sono solo il futuro ma l’anima più bella del presente), possano avvicinarsi alla politica e possano vederla come una “cosa pulita”?
e. Tenendo conto del principio di sussidiarietà e considerando che nel nostro territorio sono presenti numerose “Associazioni di Volontariato e Promozione sociale” quali iniziative si intendono intraprendere per attuarlo concretamente?
Vogliate accogliere queste nostre considerazioni come un primo intervento, a cui ne seguiranno altri, per condividere con voi la passione e l’impegno per la nostra città.”

riportiamo le risposte (in ordine temporale) dei candidati a Sindaco:

RICCARDO UGOLINO SCRIVE: Leggo la vostra lettera aperta ai candidati sindaci considerandola, con gratitudine, un significativo gesto di attenzione nei nostri riguardi, ma soprattutto un moto d’amore verso i cittadini tutti. Il mio pensiero si sofferma sulla puntuale e pienamente condivisa sollecitazione a partecipare attivamente alla vita  della città, superando la forte sfiducia che la politica spesso sa creare contro se stessa ma, in verità, mi colpisce soprattutto il vostro invito accorato alla moderazione dei toni, delle parole che si dicono e di quelle nascoste tra i denti,  che talora sono le più dannose:  faccio mio, da subito, l’invito a parlare delle cose da fare, dei problemi da affrontare e risolvere, di come farlo,  con quali tempi e risorse finanziarie, perché fare un elenco di sogni è facile, ma è anche un voler  tradire aspettative e speranze sapendo di tradirle. E’ giusto, è saggio invitarci a parlare di programmi  senza dimenticare di rispettarci, da  uomini che intendono addossarsi importanti compiti e perciò devono saper agire con senso di responsabilità, in un confronto serio, civile, vero, democratico. Nella vostra lettera, Signori Parroci, con preoccupazione  ponete  grandi domande, alle quali è necessario dare le più ampie e chiare risposte, ma questo non è  possibile in una  breve elaborazione. Voglio però da subito sottolineare che il valore della vita e una sua almeno accettabile qualità  sono il fondamento programmatico su cui si svilupperà la mia azione politico-amministrativa, nel convincimento profondo che  la dignità dell’uomo e della famiglia si salvaguardano prima di tutto con il lavoro:  ritengo questa la priorità assoluta, sulla quale da sempre sono innegabilmente  impegnato. Certo, sono momenti difficili per il nostro Paese e per tanti altri nel mondo, perciò occorre un impegno straordinario e congiunto, a vari livelli istituzionali, per dare risposte concrete ai bisogni, ai tanti bisogni, senza essere costretti a  fare  graduatorie di povertà, perché la disperazione non ha colori o lingue o costumi  diversi. So che questa non è la dettagliata risposta che io vorrei  comunque illustrarvi, per cui  spero si possano creare appositi incontri e occasioni di confronto, ma di una cosa intendo fin d’ora dare assicurazione:  il mio impegno su azioni concrete sarà quello di sempre, con la passione di sempre e, spero, l’aiuto di tutti. Vi ringrazio di questo vostro prezioso apporto, esso è per me, al contempo, monito, insegnamento, stimolo, traguardo,  e politici e di vita. Con i migliori sentimenti di rispetto, Riccardo Ugolino.

GILBERTO RAFFO SCRIVE:  Apprezzo e condivido lo spirito che anima la lettera che i Parroci e i Frati dell’Unità pastorale di Belvedere hanno inviato ai candidati alla carica di Sindaco della città.  La missiva offre importanti spunti di riflessione, stimola la dialettica politica in direzione del sano e costruttivo confronto e ci pone interessanti domande programmatiche. Ora, io e l’intera mia coalizione,  siamo chiamati ad una grande sfida densa di significati e di opportunità. La nostra comunità e il nostro territorio,  per troppo tempo sono stati mortificati da scelte politiche che, se si prefiguravano di soddisfare prevalentemente gli interessi di pochi,  alla fine non hanno soddisfatto nessuno. Le scelte, ma direi le “non scelte”, non hanno inoltre, contribuito alla crescita del livello di benessere collettivo e alla salvaguardia del bene comune. C’è bisogno di una cambio di rotta rispetto al passato e tutto ciò può avvenire solo se il cittadino, recupera sempre più concretamente “la propria identità personale” e impara  a  considerare  la politica come servizio ,  come  “la più alta forma di carità” (Papa Francesco). La crisi che investe l’economia mondiale sta provocando mutamenti significativi  che avvertiamo anche nel nostro Comune. Disoccupazione, precariato, disagio ed esclusione sociale sono sempre più crescenti, le “nuove povertà”  rappresentate dagli immigrati, che oramai vivono tra noi, ma che non risparmiano i nostri concittadini sono un “male” da contrastare efficacemente. L’Ente locale, al di là delle politiche nazionali, compatibilmente con le risorse finanziarie a disposizione, può e deve mettere in campo azioni  in grado di interpretare i bisogni e le esigenze  dei cittadini tutti, avviando  reali politiche di sostegno alle persone e  alle loro famiglie e garantendo una rete di protezione sociale che  limiti le condizioni di criticità. In questo ambito diventa indispensabile la politica dell’ascolto e  il coinvolgimento delle associazioni di volontariato che operano sul nostro territorio e il cui lavoro,  deve essere senz’altro valorizzato. Oltre al welfare locale, come priorità di intervento, la nostra azione amministrativa perseguirà i valori della legalità, della trasparenza e della moralizzazione della vita pubblica, principi irrinunciabili ed indispensabili per avviare quel processo di cambiamento radicale, raggiungibile solo attraverso un rapporto diretto e costante tra gli amministratori e i cittadini. Il nostro auspicio è che la lodevole iniziativa della Chiesa, atta a stimolare il confronto e la partecipazione, non rimanga un episodio isolato.

VINCENZO CRISTOFARO SCRIVE:  Accolgo con stima, affetto e gioia il messaggio dei parroci e dei frati che con grande senso di umanità partecipano alle vicende che interessano la nostra città. Le domande poste necessitano di risposte concrete, per questo nel nostro programma elettorale particolare attenzione sarà dedicata al dialogo e alla collaborazione tra Istituzioni, Chiesa e Associazioni, così come alla partecipazione e all’ascolto di tutti i cittadini, poiché c’è chi c’insegna che “solo chi sa ascoltare si fa anche ascoltare, perché riesce a dar voce al cuore di tutti”. In questo periodo di crisi, ancora di più, l’obiettivo sarà quello della ricerca “disinteressata” del bene comune; i cittadini dovranno essere coinvolti in quanto portatori di bisogni, diritti e proposte; gli amministratori non dovranno perseguire i propri interessi e non puntare sull’immagine e solo sulla produzione del consenso. Il paese non dovrà essere gestito secondo una morale utilitaristica e individualistica finalizzata solo agli interessi di pochi, ma l’azione amministrativa dovrà valorizzare tutti i soggetti, promuovere la crescita collettiva,  rappresentare scelte fondate su valori permanenti e che rispettino la dignità di ogni persona, rispondere alle esigenze di tutti i cittadini. Con l’impegno di partecipare alla competizione elettorale con umiltà e senso di responsabilità, ispirato da sani principi  ringrazio i parroci e i frati dell’unità pastorale di Belvedere M.mo per il loro sostegno e insegnamento.

ENRICO GRANATA  SCRIVE: La preghiera e il sostegno manifestato dai Parroci di Belvedere Marittimo ai candidati a Sindaco, mi commuove, e nello stesso tempo conferma l’importanza e il ruolo cardine, anche nello scenario politico locale, delle istituzioni religiose. Da sempre guida morale e sostegno per tutti, in questo particolare e difficile momento, la preghiera della Chiesa giunge opportuna e più che mai gradita. Per chi, come me, in questi anni ha affrontato, con non poche difficoltà, un percorso irto di ostacoli, anche alla luce di una crisi che ha interessato l’intera Nazione, l’incoraggiamento e il sostegno rappresentano un monito a proseguire quanto si è incominciato, cercando di migliorare soprattutto i “progetti di servizio alla città”.“La politica è la forma più alta di carità” queste le parole illuminanti di Paolo VI e in questa prospettiva credo che il primo passo sia quello di “ascoltare” la gente, capire i problemi di ogni giorno e porli alla base per una efficace azione di governo.“Valore e spazio alla vita, famiglia, nuova povertà e immigrati, giovani, associazioni di volontariato e promozione sociale”. Questi i punti su cui ci interrogate e su cui la mia amministrazione ha cercato di insistere in questi anni. Come Comune siamo chiamati a rendere ancora più incisiva l’azione nel sociale anche alla luce delle nuove competenze attribuite all’ente locale, ma la strada è ancora lunga e per proseguirla occorre continuità e determinazione. Eppure, in questi anni si sono registrati segnali importanti verso la condivisione e la solidarietà. Con grande ammirazione devo ricordare l’istituzione di una Mensa per i Poveri gestita dai volontari della Parrocchia della Marina. Altrettanto importante è stato il potenziamento del Segretariato Sociale che si avvale di professionisti (psicologi, assistenti sociali e avvocati) che, pur nella ristrettezza di risorse, risponde alle esigenze dei più bisognosi e interviene nelle situazioni di disagio. E in questi anni è diventato un punto importante di riferimento per diverse famiglie, rilevando una quantità e qualità insospettata di problematiche all’interno della nostra comunità. Abbiamo incrementato l’assistenza domiciliareper le persone non autosufficienti; a molti assicuriamo la consegna a domicilio di farmaci salvavita. Per favorirne l’integrazione scolastica, abbiamo assicurato assistenza specialistica ( dunque non solo quella generica ) agli alunni portatori di handicap segnalati, in questi anni, dalla scuola. Garantiamo la disponibilità dei nostri servizi di accompagnamento a sostegno di attività ricreative per persone in condizioni di handicap, com’è accaduto finora, ad esempio, nel corso delle stagioni estive. In diversi casi interveniamo pressoché in sostituzione di una rete familiare mancante o alquanto precaria. Ma è nostro preciso obiettivo lavorare ed insistere in questa direzione, incrementando la tipologia degli interventi possibili. Attiveremo, per persone particolarmente indigenti e assolutamente prive di rete familiare, i servizi di somministrazione di pasti caldi a domicilio e di lavanderia, ad esempio. Si tratterà di servizi erogati mediante convenzione con due associazioni di volontariato con cui sono state tracciate le prime linee di intervento. L’Amministrazione ha assicurato buona parte dei servizi sociali riconoscendo da sempre la validità del ricorso al principio di sussidiarietà orizzontale, per la particolare rilevanza attribuita alla collaborazione delle Associazioni e del Terzo Settore in generale. E il ruolo delle Associazioni di promozione sociale sarà centrale anche nella realizzazione dei progetti finalizzati, in particolar modo, al recupero della socialità, dunque alla creazione di spunti di aggregazione sociale sia per la comunità in generale, attraverso la realizzazione di un cineforum – ad accesso gratuito – in collaborazione con una Associazione no profit che ha dato la sua piena disponibilità sia in ordine ai locali che agli aspetti tecnico-burocratici; sia in maniera specifica per i bambini, attraverso la collaborazione delle scuole e di un’associazione ONLUS di animazione ed intrattenimento culturale. La categoria delicatissima dei minori ha calamitato molta parte del nostro servizio sociale, con un’attività costante condotta in collaborazione con il Tribunale dei Minori, con l’Associazione Telefono Azzurro, con l’ASP e con altre istituzioni. Ed è, ad esempio, in progetto un intervento di sostegno educativo rivolto ai nuclei familiari di particolare fragilità sociale: si presenterà come supporto alle famiglie che, su indicazione del Servizio Sociale e/o del Tribunale dei Minorenni, presentino disfunzionalità relative agli aspetti di cura dei piccoli. Sicuramente nei prossimi anni occorre attuare un migliore coordinamento tra l’azione pubblica e quella delle Caritas Parrocchiali ma, per fare ciò, ritengo indispensabile coinvolgere prima di tutto i giovani mediante un’azione di responsabilità e condivisione che li avvicini di più ai problemi reali e ne fortifichi la coscienza di cittadini. Il Vostro esempio di “amore per il popolo”, di invito alle “proposte piuttosto che allo scontro” e di condivisione dovrà essere la strada da seguire, perché è alimentando le radici che una vegetazione migliora. Pertanto, ringrazio i Parroci per aver posto la nostra attenzione su alcuni punti essenziali di un’azione di Governo.

 

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