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Come gestire un’amministrazione

Riportiamo in parte l ‘intervento pubblicato da Mauro D’aprile sul sito www.laltrasinistra.it

Per effetto della riforma dell’art.5° della Costituzione ( Federalismo Fiscale) e la richiesta conformità dei Bilanci Comunali a quelli del resto d’Europa, la “Spesa Storica” che caratterizzava gli stessi, ha ceduto il passo a quella “Standard” per definire i “Fabbisogni Medi” degli Enti. Sotto questo aspetto, i parametri dell’Economia della Città, monitorati attraverso il gettito IRPEF, IVA, Energia Elettrica, INPS, INAIL, Ramo Assicurativo, quello Demografico e delle Attività Produttive (residenti attivi e non attivi, invecchiamento, popolazione scolastica, occupazione nei Settori di Produzione – Agricoltura, Artigianato Industria e Terziario, Risparmio e Reddito pro Capite), costituiscono la “valenza base” sulla quale commisurare la “Capacità di Indebitamento” del Comune ed in genere i valori medi su cui Programmare lo sviluppo del Territorio. Sono questi cioè gli elementi sui  quali gli altri Enti preposti alla Programmazione del Territorio, stabiliscono e definiscono le soglie dei “Nostri Fabbisogni”.

Sembra, pertanto, civilmente irresponsabile l’atteggiamento di coloro i quali, artefici dei propri interessi che inter-dipendono dalle attività svolte nella “Città Privata”, con conseguente fiscalizzazione degli oneri ed investimenti in beni, ostentano indifferenza alla gestione dell’Ente, nella stessa misura di coloro che mistificano la pretesa di sentirsi in grado di Amministrare la Cosa Pubblica, senza  la benché minima dimestichezza con la materia. Ed è proprio la “miscela” di questa “ irresponsabilità che, da diversi anni, sta provocando il degrado della Città e l’impoverimento della nostra economia.

Ancor più l’essere in grado di Programmare ed Attuare, attraverso la obbligata leva del Bilancio, nelle ristrettezze economiche che caratterizzano il momento per le mutate condizioni di “Piena Autonomia Impositiva”, quale “Unica Fonte” a cui attingere i  necessari proventi, iniziative completamente innovative del “Nuovo Modello Amministrativo” biunivoco: gestire ed adeguare i Servizi Pubblici ai bisogni dello sviluppo della Città Privata che contribuisce e si determina, con le proprie capacità di gettito, l’adeguata dotazione degli stessi e la loro migliore prestazione (Città Pubblica). Una “compensazione” dei “Bisogni Minimi” tra la “Città Pubblica” (Aree, spazi ed Attrezzature) con la “Città Privata” (Attività Economiche, Abitazioni, Strutture Proprie), nella “Rinnovata Coscienza Civica” di sapere e potere promuovere la “Crescita Complessiva” “dell’obbligato equilibrio” nella logica: Vedo, Constato, Voto, secondo i risultati di chi Amministra.

A questo “Nuovo Modello” è stata già obbligata la “Sfera Gestionale dell’Ente” (i Dipendenti) che con Delibera di Giunta n° 160 del 7 Ottobre 2013 si è dato l’opportuno Regolamento per la Misurazione Valutazione Trasparenza della PRFORMANCE ai sensi del D.Lgs n° 150 del 27 Ottobre 2009, compatibilmente con l’obbligo di dare piena attuazione al Programma di Mandato del Sindaco, approvato dalla Cittadinanza. Atto di grande importanza che dà pratica attuazione a quanto da noi abbondantemente anticipato su questo Blog circa le nuove competenze gestionali e che inspiegabilmente, con l’ennesimo maldestro tentativo di nascondimento, viene sottratto alle competenze del Consiglio dovendone questo per Legge dettarne i “Criteri Informatori ed Ispiratori”. Ma la nostra semplice lettura, garantisce che i requisiti minimi, sono stati contemplati.

Considerato ineluttabile questo “nuovo atteggiamento” che la “diversa stagione di competenze” richiede, la presa d’atto dello stato dell’arte del Bilancio Comunale diviene l’esercizio, minimo indispensabile, per qualsiasi proposito di partecipazione alla vicenda amministrativa.

Oggi siamo all’epilogo dell’ultimo Bilancio di Previsione predisposto da questa Amministrazione. Avendo analizzato le cifre esplose sullo schema di Delibera di Giunta n° 169 del 6 Novembre 2013 della Relazione Previsionale e Programmatica Annuale e Pluriennale 2013/2015, non restiamo affatto sorpresi dalla insufficienza di previsioni di segno positivo, se non la quadra (atteggiamento fortemente limitativo abbondantemente anticipato da noi negli articoli precedenti richiamati) di un equilibrio ottenuto grazie all’ennesima anticipazione di Cassa ed al beneficio del D.L. n°35 dell’8.Aprile 2013, convertito con legge 64/2013 che ha consentito il pagamento di debiti in conto capitale per 1.369.000,00 di Euro, con decurtazione dalle spese di investimento ai fini del rispetto del Patto di Stabilità.

Il nostro Comune, che necessita di ulteriore concessione di spazi finanziari per poter completare il pagamento dei debiti al 31.12.2012 per un ulteriore ammontare di 2.146.490,72 di Euro così come  richiesti al Ministero dell’economia e Finanze (MEF), ha, inoltre,  comunicato la sospensione del “Patto Orizzontale Nazionale”, che consente la rimodulazione orizzontale fra i comuni a livello nazionale, ai sensi del meccanismo di flessibilità, introdotto a favore dei medesimi nel 2012. Tutto quanto questo era stato opportunamente indicato da noi negli articoli menzionati, e negli stessi, individuavamo nel Patto verticale Incentivato, introdotto dalla Legge di Stabilità 2013 (228/12 ), una migliore e più possibilista soluzione. Ma, ancora oggi, rimaniamo in parte condivisi dagli Uffici di Contabilità per la semplice ragione che del meccanismo, in Delibera di Approvazione di Giunta del Bilancio di Previsione 2013-2015, se ne preannuncia semplicemente l’eventuale riserva di utilizzazione.

Nel ricordare ancora una volta che la favorita  liquidità degli enti, con un ampliamento del limite massimo di anticipazione di tesoreria, è a fronte di un Mutuo contratto con il Ministero  con “impegno di restituzione” sia pure a lungo termine, si sottolinea  che arbitrariamente si continua a soprassedere dall’inseguire le entrate attraverso nuovi meccanismi di riscossione, prima del maturarsi di interessi passivi che incoraggiano ormai fisiologicamente il mancato accertamento e l’evasione. Le sofferenze di Cassa bloccano completamente la possibilità di Investimento, lasciando desolante il Paesaggio di una Città che dice di essere a Vocazione Turistica..

Belvedere è ancora lontano dall’acquisire la classificazione di Comune Virtuoso che ci consentirebbe percorsi facilitati per quella dignità civica alla quale la Nostra Storia ci obbliga. Ci auguriamo che con i dati oggettivi alla mano, l’attuale Sindaco, nella imminenza dell’ultimo Bilancio di Previsione, o nella non lontana Relazione di Fine Mandato, sappia almeno indicare percorsi possibili per il prossimo futuro. In faccia al Consenso da questi ricevuto, nutriamo la certezza che non ne sia capace!

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